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COMUNICATO
STAMPA
Con
cortese richiesta di pubblicazione
GIO BERT
“40 ANNI DI OGNI
SCOLPITI”
Alla
Galleria del Colonna l’eccezionale mostra-evento ripercorrente
la
lunga carriera di un Mestro Internazionale della Scultura.
“Gio Bert-
40 anni di Sogni Scolpiti”- Mostra Personale di Gio Bert (Giovanni
Bertozzi)
Galleria
del Colonna - Strada Maggiore 23/a - 40125 Bologna
Dal 15
novembre al 5 dicembre 2008
Orari di
apertura: tutti i giorni 10/12-15,30-18,30 (chiuso il lunedì) -
Ingresso libero
Recapito
per informazioni: AiC – Tel./Fax 051/4842894 Cell. 331/1134960 –
ass.comunicazione@libero.it
Ufficio
Stampa: Sabrina Bagatta/Associazione Indipendenter per la
Comunicazione (AiC) - Tel. 051/4842894 - e-mail:
ass.comunicazione@libero.it)
Inaugurazione:
sabato 15 novembre ore 17
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CONFERENZA
STAMPA: GIOVEDI’ 13/11/2008 ORE 11 presso la Galleria
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E’ lo
“scultore delle piazze del mondo” ma soprattutto l’artista che ridà
vita alla materia morta, sia essa legno, bronzo, pietra o marmo. Per
lui non esistono dimensioni che siano troppo elevate; l’importante è
creare, facendo propria una celebre affermazione di Michelangelo
“Io intendo per scultura quella che si fa per forza di levare”.
Gio Bert (al
secolo Giovanni Bertozzi) è un romagnolo doc innamorato di Bologna;
nel capoluogo emiliano ha tenuto diverse personali e performance ed
è qui che l’artista ottantaquattrenne ha scelto di realizzare
l’esposizione che celebra un importante anniversario: i primi
quarant’anni di scultura.
“40 anni
di Sogni Scolpiti” è, infatti, il titolo scelto per questa personale
che, nel prestigioso e centralissimo contesto della Galleria del
Colonna di Bologna vedrà dal 15 novembre al 5 dicembre,
tra gli affreschi e gli stucchi naturalmente presenti nell’ambiente,
la presentazione di alcune decine di opere in legno (materiale
prediletto da Bert), bronzo, marmo e pietra; opere dalle dimensioni
svariate ed incredibili: da pochi centimetri ai 4 metri di altezza.
Quelle in
mostra non sono per l’artista solo opere d’arte, bensì “Sogni
scolpiti”, per l’appunto, idee per lungo tempo studiate, anelate,
prima di divenire forma reale.
Rappresentano
figure del passato, a volte, le opere di Bert, immagini riprese dal
mondo contadino, dalla storia popolare o anche metafore della vita;
lavori, insomma, pervasi da un profondo senso educativo. Altre
volte, invece, il genio dell’artista dà vita a figure di donne
stilizzate e filiformi, atte a celebrare la bellezza della donna.
Sono, comunque, tutte opere figurative quelle create dall’artista
riolese che, in occasione della prossima personale, proporrà al
pubblico le più rappresentative, oltre al materiale documentativo
delle innumerevoli passate esposizioni ed esperienze avvenute in
Italia ed all’estero.
“40 anni di
Sogni Scolpiti” saluterà inoltre un nuovo progetto: un museo
dedicato all’arte di Gio Bert. L’idea, in fase ancora sperimentale,
intende raccogliere in un’unica, grande struttura quelle opere nate
con un profondo scopo educativo, ovvero quelle sculture che
raccontano, a volte con metafore, i valori della nostra società.
Biografia:
Gio Bert (al secolo Giovanni
Bertozzi) nasce a Brisighella, Ravenna, nel 1924. Risiede a Riolo
Terme e opera nello studio di Via Antonio Canova, 2B a Cuffiano.
Fin da bambino ha coltivato la
passione per la lavorazione del legno. Di sé racconta: “Ho fatto
l’intagliatore per vent’anni, poi sono passato a scolpire quanto mi
passa per la testa. Ogni pezzo che faccio è unico: se lavorassi in
serie potrei guadagnare bene, ma io non amo la ripetitività. Ciò che
mi rende contento è attrarre i giovani al mio lavoro”. Ama
esprimere la propria creatività scolpendo materiali di ogni tipo,
anche se continua a nutrire uno speciale amore nei confronti del
legno.
Ha tenuto innumerevoli esposizioni
in Italia ed all’estero caratterizzate da dimostrazioni estemporanee
del proprio genio artistico. Viene definito “lo scultore delle
piazze del mondo”, in quanto molte sue opere sono sparse nei luoghi
pubblici dei vari continenti, realizzate in diretta, traendo la
carica dai tanti spettatori che ogni volta accorrono.
Le sue sculture si trovano ovunque,
da Riolo Terme a New York, dalla Germania al Kenia.
E’
interessante rilevare che Gio Bert è l’autore della
scultura dedicata a Papa Giovanni Paolo II, collocata per volontà
dello stesso Pontefice, nell’ospedale pediatrico americano di
Cracovia, Polonia.
Principali Opere Pubbliche:
Cracovia, Polonia – American
Children’s Hospital “La solidarietà”
Senigallia, Ancona – Museo
dell’Informazione “Il Presidente Pertini”
Palazzuolo sul Senio, Firenze –
Museo della Civiltà Contadina “Il boscaiolo”
Trentino di Fanano, Modena “ La
fatica dell’aratura”
Castel del Rio, Bologna “Il
Battitore di castagne”
Parma – Piazzale Fiera “Urla ed echi
nella montagna”
Santarcangelo di Romagna, Forlì –
Museo Usi e Costumi di Romagna “Maricla”
Fusignano, Ravenna – Casa di Riposo
“Monumento all’anziano”
Riolo Terme, Ravenna- Museo
all’aperto “18 pannelli delle 127 Giornate di Riolo”
Riolo Terme, Ravenna- Museo
all’aperto “Funerale di guerra”
Riolo Terme, Ravenna –“Uniti per la
meta”, Monumento agli Alpini
Castrocaro Terme, Forlì “L’anfora
vitale”
Lugo di Romagna, Forlì – Parco Sassoli “Befana 2000”
Riolo Terme, Ravenna – Sedi
Confesercenti CNA-CGIL “Scala sociale”
Dozza Imolese, Bologna – Loggiato
Comunale “Amore e vendemmia”
Premilcuore, Forlì “Monumento ad
Aldo Spallicci”
New York, USA – Sede Centrale della
Maratona “Maratona”
Campolo Grizzana Morandi, Bologna
“Monumento allo Scalpellino”
Bologna – Villa Revedin “Crocifisso”
Luco dei Marsi, L’Aquila – Chiesa di Santa Maria (XII sec.) “In
attesa di risorgere”
Terra del Sole, Forlì – Piazzale
Marchetti “Il campione di bocce”
Bologna – Centro Civico Mazzini
“Grazia, Volontà e Forza”
Kinderarzt, Damme, Germania
“Hoppalalà”
Palazzuolo sul Senio, Firenze –
Borgo I Cancelli “Il Presepe in un castagno”
Budrio, Bologna “Monumento allo
Scariolante”
Riolo Terme, Ravenna “L’ubriaco di
Cuffiano”
Ferrara – Piazza Ariostea “Beata
Agostina, Suora della Carità”
Firenze – Centro Militare di
Medicina Legale “Monumento ai caduti della Sanità Militare”
Testo
critico di presentazione della mostra:
L’anniversario che questa mostra intende celebrare, racconta
quarant’anni di vita per l’arte; quarant’anni di ricerca e lavoro,
fatica e soddisfazione, di mani impegnate ora a lavorare la creta,
ora ad impugnare martello e scalpello, ora ad attizzare un crogiuolo
per permettere al metallo di assumere una data forma.
L’opera di
Gio Bert è passione vissuta con consapevolezza, con dedizione
assoluta, con quello spirito bambino che non lascia mai l’animo
dell’artista, permettendogli una sempre viva ispirazione proveniente
direttamente dai sogni.
Quelle che
noi andiamo ad ammirare in questa nuova mostra bolognese non sono,
infatti, solo sculture, forme plastiche rese in svariati materiali,
bensì “Sogni scolpiti”, idee coccolate nella mente prima di assumere
consistenza reale.
Sono
ricordi, sensazioni, immagini di ieri, fantasie di oggi, ma anche di
domani; sì, perchè il genio dell'artista sa andare oltre l’attuale.
Gio Bert, come ha detto l’amico gallerista Giuliano Gurrieri in una
recente trasmissione televisiva, è di “una modernità esasperata”, in
quanto il suo rinnovarsi stilistico e tecnico è continuo; sintomo di
uno spirito ribelle alla briglia del tempo. Ho voluto parafrase il
titolo di uno dei suoi lavori più rappresentativi, perchè lo stesso
artista trova in quell’opera forse lo specchio della propria anima.
Quel cavallo riottoso ad ogni legame, ad ogni costrizione, impennato
di fronte a chi vuole imbrigliarlo, non è infatti, a mio parere,
solo il Gio Bert ragazzo, il giovane che in quell’animale (allora
realizzato in creta e solo successivamente ricreato in legno) voleva
rappresentare la sua insofferenza agli obblighi militari; quel
puledro selvaggio che non sopporta l’idea di divenire cavalcatura è
l’anima stessa di Bert, quella che non è mai mutata negli anni.
Con un che
di sciamanico, Gio Bert ridà vita a legni morti, essicati dal tempo,
portandoli ad una nuova e più nobile esistenza: non più albero,
creatura mortale, ma opera d’arte destinata ad una condizione di
immortalità.
La
soddisfazione di chi appaga la propria vista osservando i suoi
lavori, non potrà mai raggiungere quella di Bert che racconta le
proprie opere al pari di figli, partendo dalla storia del legno per
arrivare all’idea, poi alla lavorazione. Con le mani percorre le
venature; quelle stesse mani che hanno “ferito” la materia con
centinaia di colpi di scalpello ora l’accarezzano con l’affetto più
commosso. Bert è come un padre di tanti figli ormai cresciuti, ai
quali ha dovuto dare nell’infanzia un indirizzo, anche con modi
apparentemente duri e che, ora che sono cresciuti bene, come lui
stesso si aspettava, ricevono da lui i più teneri apprezzamenti.
Questi
tanti “figli”, dei quali solo una minima parte presente in
esposizione, rappresentano i primi “Quarant’anni di Sogni scolpiti”
di Gio Bert, indomabile “ribelle” dell’arte italiana, che della
scultura ha saputo fare una ragione di vita. Ieri, oggi, domani.
Sabrina Bagatta
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